/* CSS Cookie e GDPR */ #cookieChoiceInfo { top: auto !important; /* Banner in basso */ bottom: 0 !important; /* Banner in basso */ } div#cookieChoiceInfo { font-family: Georgia; }

#losguardodeglialtri

21 marzo 2014:
giornata mondiale della Sindrome di Down.
Questo è il video del Coordown, per la campagna #dearFutureMom 2014
Per abbattere i muri tra NOI e LORO, e come dice Barbara, mamma di Killò:
per creare un ponte tra NOI e VOI, nella speranza di abbattere insieme quel muro e un giorno poter parlare solo di un NOI.
E le parole che fanno da sfondo alla campagna: Cara mamma, non aver paura.
mi fanno riflettere, pesare, commuovere.



E come al solito un racconto, il racconto di Barbara, mi ha scosso, mi ha messo, come al solito, in discussione.

Approfitto della giornata di oggi e vado ad anticipare l'appuntamento del lunedì con il racconto della mia gravidanza, per parlare di un argomento che mi turba sempre molto.
L'amniocentesi.
Perché io di paura ne avevo, e molta.
Io l'amniocentesi l'ho fatta, per entrambe le gravidanze.
Non mi sono mai posta dubbi a riguardo.
Per lo meno non sul fatto di farla.
Ma poi l'attesa del risultato è stato allucinante, turbante.
Non tanto per la paura di aborto o meno,
ma per il risultato.
E, ancora, non per il risultato in se.
La mia ansia è stata causata dal pensiero: 'e se riscontrassero la sindrome di Down? che faccio'.
Se la mia decisione di fare l'esame era assoluta, la decisione che avrei preso nel caso di risultato positivo era assolutamente in dubbio.
Non so cosa avrei fatto in quel caso.
Non so perché, ma fin da adolescente, ho sempre pensato alla possibilità di avere un figlio Down, ci facevo anche dei sogni la notte,e non mi piaceva, ci stavo male, ma male dentro in una maniera inspiegabile.
E tutto questo senza motivo, non avevo famigliari Down, non avevo conoscenze dirette o indirette con questa realtà, non la conoscevo davvero, e anche se ne avevo sempre visti di ragazzi down, non me ne sono mai 'interessata', non sono mai andata alla ricerca di notizie, di informazioni.
E il fatto che io invece ci pensavo mi ha sempre spiazzato.
Forse per questo ero così decisa a fare l'esame.
Mio marito( che non era nemmeno mio fidanzato ai tempi dei miei 'pensieri da adolescente) ha un cugino down, ma mi hanno sempre detto che il gene non è ereditario, quindi non è questo il motivo della mia scelta.
Anche se devo dire la verità, questo mi ha convinto maggiormente nella mia decisione.
Io un figlio down non lo volevo.
Ma non è che non lo volevo perché down, io non lo volevo perché ho sempre pensato di 'non essere all'altezza' di un ragazzo Down.
Io non ce l'ho quella forza di affrontare quella realtà.
Il mio è un discorso egoistico, io non ho mai pensato, come ho sentito molti, dei problemi che potrebbe avere un ragazzo down nei confronti della società( anche se credo che sia la società ad avere dei problemi con questi ragazzi!) , io non pensavo 'che vita avrà, come farà, e quando io non ci sarò più...'.
No i miei pensieri non erano questi, non erano per il bambino, ma egoisticamente erano per me.
'non so se potrò reggere un emozione del genere, non so se sarei capace di gestire queste emozioni'.
senza poi parlare dei problemi di salute, le cure , le attenzioni...
Egoista. Paurosa. Insicura. Ignorante.
Ditemi quello che volete. Avete ragione, e lo so.
Ma non saprò mai cosa davvero avrei fatto nel caso quel test avesse riscontrato la Sindrome di Down.
Non lo so.
Poi leggi tante storie, che ti commuovono, che ti fanno stare ancora male, perché tu forse non saresti stata così 'grande'. Forse ti saresti nascosta. Forse.

#WDSD2014 #DearFutureMom  #losguardodeglialtri

8 commenti:

  1. Grazie Sara, della tua storia e della sincerità con cui l'hai raccontata. Hai messo a nudo tutte le tue paure e i tuoi pensieri, sono gli sguardi sinceri come il tuo che aiutano ad abbattere il muro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. spesso quando mi capita di raccontare questo mio pensiero, stato d'animo, che credimi, è sempre dentro di me, non sai quante volte ci penso, dico sul serio, le persone forse fraintendono, forse pensano che sono superficiale, non so, ma è un sentimento che mi fa una rabbia dentro. e mi fa sentire un po' stronza anche.
      Grazie a te <3

      Elimina
  2. Dunque dunque.... io vorrei tentare una risposta. Ci provo. ;)
    Sono d'accordo con te con un pensiero che hai scritto: non lo saprai mai cosa avresti fatto se gli accertamenti ti avessero annunciato la Sdd. Solo se davvero ti fosse capitato, allora avresti trovato la tua risposta.
    Quando è successo a me, a parte lo choc e i mille pensieri che sono gli stessi che hai raccontato tu, io in quel monitor dell'ecografia ho visto il mio bambino che sembrava pure ciucciarsi il dito della mano. Nonostante tutto ciò che mi dicevano i medici, quindi sdd e problema al cuore e chissà in futuro, io vedevo mio figlio e ho deciso di conseguenza (e sono felice ma questo lo sai).
    Voglio dire, in soldoni, anche generalizzando un po' perchè l'argomento è ampio e fin troppo dibattuto, che non credo sia questione di avere o meno le capacità o le forze (paura anche mia), ma di vedere in quel monitor la sindrome di Down ed esserne giustamente spaventati, oppure un bambino che avrà una vita in salita (ma un bambino!).
    I problemi , le malattie capitano e se capitano ad un figlio, ti rimbocchi le maniche e fai. Le paure le affronti, la forza la trovi, senza avere superpoteri.
    boh, non so se sono riuscita a spiegare il mio punto di vista, ma provarci, quello si ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. e ti sei spiegata bene, e credo anche io avrei fatto la tua scelta davanti a quel monitor <3

      Elimina
  3. credo che quei tuoi pensieri appartengano un po a tutte noi la sdd e una disabilita' e chi mamma ne vorrebbe per i propri figli? Nessuna nemmeno noi che tu reputi grandi. E toccato a noi e chi ha scelto di fare l amnio e tenerlo e chi non l ha fatta come mealla fine se pure con mille paure e dubbi ha accolto questo figlio reagendo alla cosa. Per me non si tratta di essere in grado di...... e quando ti ci trovi dentro che diventi in grado di.... Grazie della tua sincerita'

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ho sempre pensato che sarebbe stato così, nel senso che come per ogni cosa, quando ti si presenta la affronti, e probabilmente con meno 'dubbi' di quelli che avevi prima che ti piombasse addosso. come ho detto nel post non so cosa avrei deciso se il risultato fosse stato positivo.
      un abbraccio
      e grazie <3

      Elimina
  4. Sei stata sincera e questo già ti fa onore. Credo che sia normale avere paura. Chi desidera avere un bambino con la SDD. Direi proprio nessuno. Tutti hanno paura del "diverso", ed è giusto esternare queste preoccupazioni. Io non ho fatto l'amniocentesi in entrambe le mie gravidanze, ma ho avuto paura anche io, ma non solo della sdd, ma anche di altre malattie, quasiasi. Perchè tutte vorremmo un figlio sano. Poi se dovesse succedere, questi figli si amano più di quelli sani e si affrontano tutte le paure e le difficoltà. Io sono stata fortunata ad avere due figli sani, ma mi sarei reputata altrettanto fortunata ad avere un figlio con la sdd. Questo non vuol dire che non avrei avuto paura. Ciao! ALe.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. esatto, che poi con l'amniocentesi non si riscontrano tutte le possibili malattie. e sicuramente le cose si sarebbero affrontate, con paura, timore, preoccupazioni, ma si sarebbero affrontate.
      ciao :D

      Elimina

linKWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...